Perché il Reiki è efficace anche a distanza

Quando si parla di Reiki a distanza, molte persone provano scetticismo. Succede perché siamo abituati a pensare all’energia come a qualcosa che deve essere trasmesso fisicamente, come il calore delle mani o il tocco. In realtà, il Reiki non è un’energia che parte da noi per raggiungere qualcun altro: è un processo in cui ci sintonizziamo con una vibrazione universale, che è ovunque, in ogni punto dello spazio. Per questo può agire anche quando non siamo presenti fisicamente con la persona.

Il motivo principale per cui il Reiki funziona a distanza è che a livello energetico non esistono barriere. Ciò che percepiamo come “lontano” riguarda solo il piano materiale; sul piano energetico, invece, tutto è connesso. Quando inviamo Reiki, non stiamo spostando qualcosa da un punto A a un punto B: stiamo creando un collegamento consapevole con la parte più profonda dell’altra persona, quella che non è limitata dal corpo o dallo spazio.

Durante un trattamento a distanza, il praticante entra in uno stato di presenza e centratura molto simile a quello utilizzato nel trattamento in presenza. Cambia solo la forma esterna, non l’essenza del processo. La connessione si attiva tramite l’intento chiaro e attraverso i simboli, che funzionano come chiavi per armonizzarsi con un determinato tipo di frequenza. L’energia universale risponde a questa intenzione e fluisce esattamente dove serve, proprio come avviene nel trattamento diretto.

Un altro aspetto fondamentale è che il Reiki non dipende dall’abilità personale o dalla forza delle mani, ma dalla capacità di lasciar fluire. Questo significa che, una volta impostato un collegamento energetico corretto, l’efficacia non è ridotta dalla distanza. Spesso, anzi, chi riceve un trattamento a distanza riferisce sensazioni molto intense, perché non c’è il coinvolgimento fisico o emotivo che a volte interferisce nel trattamento in presenza.

È importante ricordare che quello che rende efficace un trattamento, sia a distanza che in presenza, non è la posizione geografica, ma la qualità della connessione. Se il praticante è centrato, presente, e ha un’intenzione pura, il Reiki, l’energia troverà sempre la strada giusta. Al contrario, se c’è agitazione o dubbio, la distanza non c’entra: è la mancanza di presenza interiore che ostacola il fluire dell’energia.

Il Reiki funziona a distanza perché va oltre i limiti dello spazio. Funziona perché non dipende dalla nostra volontà personale, ma dalla capacità di metterci in sintonia con qualcosa più grande di noi. E soprattutto funziona perché, nel momento in cui ci colleghiamo con amore e attenzione alla persona che riceve, stiamo creando un ponte energetico che è reale, che si percepisce e che porta armonia.

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