Le attivazioni di Reiki sono un momento importante nel percorso di ogni praticante, e spesso la domanda che molti si pongono è: “Ma funzionano davvero anche a distanza?”
La risposta è sì, e non si tratta di una convinzione personale: è una realtà energetica che ha una logica ben precisa. Per capire perché le attivazioni a distanza sono efficaci, dobbiamo prima chiarire un punto fondamentale: il Reiki non viaggia nello spazio fisico, ma nello spazio energetico.
Quando lavoriamo a distanza, non stiamo “inviando qualcosa a chilometri di distanza”. Non stiamo spostando un oggetto da un punto A a un punto B. Stiamo lavorando in un livello in cui la distanza non esiste.
Il campo energetico non è limitato dalle leggi dello spazio fisico: non dipende da dove si trova il corpo, ma da dove si trova la connessione. L’attivazione, infatti, non è un “trasferimento di energia”: è un allineamento del canale energetico del praticante. Un Maestro non “dà” qualcosa. Facilita un processo che avviene dentro la persona. E questo processo non richiede il contatto fisico.
Durante un’attivazione, la cosa più importante è che l’allievo sia presente e ricettivo, non che si trovi nella stessa stanza del Maestro. È la qualità dell’intenzione, della guida e della struttura energetica che permette all’attivazione di avvenire, non la vicinanza fisica.
Un altro punto da chiarire è che il Reiki non è un’energia personale, quindi non ha bisogno di passare attraverso il corpo del Maestro per arrivare all’allievo. Se il Reiki fosse “energia mia”, allora sì, servirebbe il contatto diretto. Ma il Reiki non funziona così.
Il Maestro apre un canale, facilita un collegamento, guida un processo. E il collegamento non è locale: non è limitato dal luogo. L’energia universale non ha confini geografici.
Molte persone, dopo un’attivazione a distanza, sentono esattamente le stesse sensazioni che proverebbero in presenza: calore, vibrazioni, rilascio emotivo, stati di pace profonda, anzi, nella mia esperienza molte persone mi hanno riferito di aver avuto un’esperienza molto più potente rispetto a quelle ricevute in presenza. Può anche succedere di non sentire molto, ma questo accade anche dal vivo. La percezione non è la misura dell’efficacia.
Ciò che conta è l’allineamento energetico che avviene nel sistema dell’allievo. E quello non dipende dalla distanza.
Molti pensano che il Maestro debba “vedere” o “toccare” la persona per fare un buon lavoro, ma l’attivazione non richiede né uno né l’altro. Richiede intenzione chiara, metodo corretto e presenza energetica.
Le attivazioni a distanza funzionano anche perché, paradossalmente, eliminano molte distrazioni. A volte, quando siamo in presenza, siamo più concentrati sull’ambiente, sulle altre persone, sulla situazione. A distanza, invece, spesso si è più rilassati, più aperti e più ricettivi. Il corpo e la mente sono in un luogo familiare, e questo facilita l’integrazione.
In sintesi, le attivazioni a distanza funzionano perché il Reiki non è limitato dal corpo, dallo spazio o dalla distanza. È una pratica che opera in un livello in cui la connessione è più importante della posizione. E quando la connessione è chiara, l’attivazione è pienamente efficace, in qualunque luogo ci troviamo.
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