4 passi per non assorbire l’energia degli altri

Molte persone dicono di “assorbire l’energia degli altri”. È un’espressione comune, ma tecnicamente non del tutto corretta. Non stiamo davvero assorbendo qualcosa che appartiene a un’altra persona. Quello che accade è un fenomeno molto più naturale: entriamo in risonanza. La risonanza significa che il nostro campo energetico risponde a ciò che ha intorno, esattamente come una corda di chitarra vibra quando ne vibra un’altra vicina.
La buona notizia è che possiamo imparare a gestire questa risonanza in modo semplice, senza complicare la nostra vita quotidiana.

Il primo passo è rimanere presenti nel corpo.
Quando parliamo con qualcuno, se la nostra mente vaga, se siamo distratti, se siamo troppo stanchi, il nostro campo energetico tende ad aprirsi in modo eccessivo. Non è un’apertura “spirituale”: è semplicemente mancanza di radicamento.
Basta anche qualcosa di molto semplice: portare l’attenzione ai piedi, alle gambe, alla respirazione. Ogni volta che torniamo al corpo, torniamo automaticamente anche nella nostra energia. La presenza ci rende attivi, la distrazione ci rende passivi. E quando siamo passivi, diventiamo molto più permeabili a ciò che succede intorno a noi.

Il secondo passo è non entrare nell’emozione dell’altro.
Possiamo essere empatici senza essere “spugne”. Possiamo ascoltare profondamente senza far nostre le emozioni di chi abbiamo davanti.
Quando un dialogo inizia a trascinarci dentro, possiamo fare un piccolo gesto interiore: riportare l’attenzione al cuore, fare un respiro lento e lasciare che ciò che non ci appartiene continui a scorrere.
Non dobbiamo “chiuderci”: dobbiamo rimanere centrati. Il cuore è un ottimo punto di riferimento perché è il centro dell’equilibrio emotivo.

Il terzo passo è non assumersi il ruolo di salvatore.
Molte persone si sentono svuotate non perché l’altro stia “prendendo” qualcosa, ma perché, inconsapevolmente, cercano di risolvere, sistemare, alleviare. Questo crea un grande consumo energetico.
La verità è che non dobbiamo portare pesi che non sono nostri. Possiamo essere presenti senza sostituirci. La presenza aiuta molto più del controllo. A volte, ascoltare con calma è più utile che cercare soluzioni immediate.

Il quarto passo è avere una semplice intenzione protettiva.
Si possono visualizzare scudi, sfere o barriere, ma in realtà basta una frase chiara e tranquilla, formulata dentro di sé:
“Rimango nella mia energia mentre ascolto.”
L’intenzione non blocca l’altro: rende più definito il nostro campo. È un confine morbido, naturale, che non limita ma protegge.

Infine è importante sapere che non assorbiamo l’energia degli altri: siamo noi ad aprirci troppo.
E questo non è un errore. È un’abitudine. È un gesto che facciamo automaticamente quando siamo troppo empatici o troppo disponibili. La soluzione non è “chiudersi”, ma imparare a tornare a noi stessi. Più siamo centrati, meno ci confondiamo con ciò che accade fuori. Più siamo presenti, meno ci sentiamo svuotati.

Non serve difendersi dal mondo: serve imparare a restare connessi a noi.
Ed è proprio in questa centratura che nasce la vera protezione energetica.

Advanced Holistic Academy

-

Accademia Holistica Avanzata

Fai sbocciare la tua Anima risvegliando il potere che è in te

Privacy Policy
Cookie Policy
Termini e Condizioni

Seguici