Prepararsi all’autotrattamento Reiki è importante quasi quanto il trattamento stesso. Non si tratta di creare un rituale complicato o rigido, ma di predisporre il corpo, la mente e l’ambiente in modo che l’energia possa fluire con più facilità. Un buon autotrattamento nasce dalla qualità della nostra presenza, non dalla quantità di tempo che impieghiamo.
La prima cosa da fare è creare un momento di pausa. Non serve molto tempo: bastano uno o due minuti in cui ci fermiamo e lasciamo andare la frenesia della giornata. Se iniziamo il trattamento mentre la mente è agitata o mentre pensiamo a mille cose, il Reiki scorrerà comunque, ma ci metteremo più tempo a entrare in uno stato di rilassamento. Un semplice respiro profondo può essere già un ottimo punto di partenza.
Il secondo passo è trovare una posizione comoda. Non deve essere perfetta, deve essere naturale: seduti, sdraiati, con un cuscino sotto le ginocchia, con la schiena appoggiata… l’importante è non creare tensioni. Durante l’autotrattamento, la posizione influenza molto la qualità della percezione: se siamo scomodi, il corpo si distrae e rimaniamo più superficiali e il trattamento sarà meno efficace.
Il terzo elemento è l’ambiente. Non è necessario trasformare la stanza in un tempio, ma è utile ridurre i disturbi. Spegnere il telefono, abbassare le luci, aprire leggermente la finestra per far circolare l’aria: sono piccoli accorgimenti che permettono di entrare più rapidamente in una frequenza calma. Anche un ambiente disordinato può influire sul nostro stato energetico, perché la mente percepisce confusione. Sistemare due cose prima di iniziare può fare una grande differenza.
Un altro aspetto fondamentale è l’intenzione. Non serve formulare una frase complessa; basta un pensiero semplice e chiaro: “Mi apro al riequilibrio”, “Mi prendo cura di me”, oppure “Lascio fluire ciò che serve”. L’intenzione direge l’energia.
Prima di iniziare a posare le mani, è utile dedicare un attimo alla connessione con noi stessi. Questo può essere fatto semplicemente portando l’attenzione al cuore. Non importa come lo facciamo: ciò che conta è entrare in uno stato di ascolto interiore. Più siamo presenti, più l’autotrattamento diventa profondo.
Durante l’autotrattamento, non dobbiamo “fare” nulla, nel senso che non dobbiamo cercare sensazioni, né sforzarci di percepire qualcosa. È sufficiente appoggiare le mani con dolcezza e lasciare che l’energia fluisca. Se arriva un pensiero, va bene; se arriva un’emozione, va bene; se non sentiamo nulla, va benissimo. Il Reiki agisce comunque.
Prepararsi bene significa semplicemente creare uno spazio, fisico e interiore, in cui il Reiki possa lavorare senza fretta e senza distrazioni. Anche pochi minuti di presenza sincera rendono l’autotrattamento un momento prezioso.