Perché su internet c’è chi demonizza il Reiki? (4 ragioni + verità)

Chi pratica Reiki lo sa: online ci sono persone che lo apprezzano e persone che lo percepiscono con diffidenza. A volte lo criticano in buona fede, altre volte per paura, altre ancora per mancanza di informazioni.

La prima ragione è proprio la mancanza di conoscenza. Molti pensano che il Reiki sia una forma di magia, di occultismo, o un rituale complicato pieno di simboli “strani”. In realtà il Reiki è una tecnica energetica molto semplice, basata sull’armonizzazione del sistema energetico della persona. Non si invocano entità, non si fanno pratiche magiche, non si manipola nulla; si crea solo uno spazio in cui l’energia vitale può scorrere in modo più libero.

La seconda ragione è un fraintendimento spirituale; alcuni credono che il Reiki sia una religione alternativa, o che “contraddica” la loro fede.
Ma il Reiki non chiede di credere in nulla: non parla di divinità, non crea dogmi, non sostituisce nessuna fede. È compatibile con ogni percorso.

La terza ragione è il fenomeno dei social: contenuti che parlano di “pericoli”, “rischi” o “forze oscure” ottengono più visualizzazioni. E così si diffondono idee distorte che fanno leva sulla paura.

La quarta ragione è che alcune persone confondono la crisi di guarigione con un effetto negativo. Quando l’energia si riequilibra, a volte alcune emozioni trattenute emergono in superficie: ci si può sentire più sensibili, più emotivi o un po’ stanchi. È normale. Non è il Reiki che “fa male”: è il sistema che sta rilasciando ciò che teneva dentro da tempo. È un passaggio, non un danno, ma se non lo si conosce può essere interpretato come qualcosa di pericoloso.

La verità è che il Reiki è una pratica dolce, sicura e rispettosa.
Non manipola, non forza, non comanda.
Lavora sempre in armonia con la persona.

Di fronte alle critiche, la cosa migliore non è rispondere con aggressività, ma con calma, chiarezza e competenza. Spesso è utile anche scegliere di non entrare in certe discussioni; molte persone, quando hanno un’idea, fanno fatica ad accettare un punto di vista diverso, perché sarebbe come ammettere di essersi sbagliate. Non tutti hanno davvero il desiderio di capire; a volte chi attacca vuole solo difendere le proprie paure o i propri dubbi, e per farlo cerca di screditare ciò che non conosce.

La cosa importante è ascoltare tutti, ma non credere ciecamente a nessuno. Quando qualcuno mette in dubbio una pratica, la cosa più sana che possiamo fare è verificare in prima persona, con esperienza diretta e informazioni serie, invece di accettare passivamente quello che ci viene detto. Solo così evitiamo di credere a cose non vere e possiamo costruirci un’opinione fondata, equilibrata e davvero nostra.

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