Perché il respiro è il ponte tra tutte le tecniche energetiche

Se osserviamo attentamente qualsiasi tecnica energetica, il Reiki, la meditazione, lo yoga, le pratiche sciamaniche o qualsiasi altra, c’è sempre un elemento presente, anche se non sempre dichiarato apertamente: il respiro.


Ed è interessante notare che, pur provenendo da culture e tradizioni completamente diverse, ogni metodo serio assegna al respiro un ruolo fondamentale.
Non è un caso. Il respiro è il ponte naturale tra corpo, mente ed energia.

La prima ragione è fisiologica. Quando il respiro rallenta e diventa profondo, accade qualcosa nel sistema nervoso: passiamo automaticamente dalla modalità “attacco o fuga”, controllata dal sistema simpatico, alla modalità parasimpatica, quella della calma, della digestione e della rigenerazione.
È proprio in questo stato che avvengono la guarigione, l’integrazione e la centratura.
Se non avviene questo passaggio, nessuna tecnica, neanche la più potente, può lavorare davvero in profondità.

La seconda ragione è energetica; in Medicina Tradizionale Cinese, il respiro è considerato una delle tre forme di energia fondamentali che sostengono la vita. Il Qi si muove perché il respiro si muove. Quando il respiro è bloccato, anche l’energia ristagna. Quando il respiro fluisce, l’energia ricomincia a scorrere naturalmente. Non è necessario fare respirazioni complesse: anche un singolo respiro più profondo può creare movimento energetico. È per questo che molte pratiche iniziano proprio con il respiro: è la chiave che “accende” il sistema.

La terza ragione è mentale. Il respiro è l’unica funzione del corpo che appartiene contemporaneamente all’inconscio e alla coscienza.
Possiamo respirare senza pensarci, e normalmente accade così, ma possiamo anche scegliere di respirare più piano, più lentamente, più profondamente.


Non possiamo decidere di far battere il cuore più forte o più piano. Non possiamo decidere di cambiare digestione a piacimento. Possiamo solo decidere di respirare.
Questo rende il respiro un ponte naturale tra i livelli della nostra esperienza: fisico, mentale ed energetico.

Il respiro fa da ponte anche perché ci riporta immediatamente nel corpo.


Non importa quanto la mente sia agitata, quante preoccupazioni abbiamo o quante emozioni stiamo attraversando; tre respiri profondi possono riportarci alla presenza.
È come un interruttore rapido che ci riporta “dentro”, anche quando tutto intorno è caotico.

Ed è proprio per questo che qualunque tecnica energetica diventa più efficace quando il respiro è presente.


Il respiro è il filo invisibile che unisce tutte le pratiche.
È il primo passo per entrare in uno stato energetico più stabile e l’ultimo passo per integrare qualsiasi trasformazione.
In sostanza, il respiro è il ponte che collega la nostra energia alla nostra presenza.
E quando c’è presenza, ogni tecnica diventa più potente, più semplice e più naturale.

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