Cosa succede energeticamente durante un trattamento Reiki

Durante un trattamento Reiki avviene qualcosa che non è visibile agli occhi, ma che può essere percepito molto chiaramente a livello energetico e anche fisico. Quando il praticante appoggia le mani sulla persona o si avvicina al suo campo energetico, non sta trasferendo qualcosa di suo: sta facilitando un processo di riequilibrio che avviene tra la persona e l’energia universale.

Il primo fenomeno che si attiva è la regolazione del flusso energetico. Ogni persona ha delle zone in cui l’energia scorre bene e altre in cui è rallentata, compressa o dispersa. Il Reiki agisce proprio come un richiamo alla naturale armonia del corpo energetico: non forza nulla, ma invita ciò che è in squilibrio a ritrovare il proprio centro. È un processo delicato ma profondo, in cui l’energia trova spontaneamente le aree che hanno più bisogno.

Un altro aspetto molto importante è la pulizia energetica. Durante la vita quotidiana accumuliamo tensioni, emozioni irrisolte, pensieri ripetitivi, influenze esterne. Tutto questo lascia una sorta di “impronta” nel campo energetico. Il Reiki aiuta a dissolvere questi accumuli e a riportare freschezza e leggerezza. Spesso chi riceve un trattamento riferisce sensazioni come calore, formicolio o una grande pace interiore: sono manifestazioni di questa pulizia.

Pensiamo ad un fiume. Se l’acqua non scorre, non è perchè l’acqua non sa più come fare per scorrere, è perchè c’è qualcosa che blocca un processo naturale. Il Reiki funziona allo stesso modo, interviene per ripristinare un processo naturale presente in ognuno di noi.

Durante il trattamento, inoltre, si attiva un processo di risonanza. Il praticante mantiene una frequenza alta, stabile, centrata, e la persona trattata tende naturalmente ad armonizzarsi con quella vibrazione. Non è qualcosa che si fa con la volontà, ma un fenomeno spontaneo: quando una frequenza più ordinata viene introdotta in un sistema caotico, il sistema inizia a organizzarsi.

A livello emozionale, il Reiki può portare alla superficie ciò che era trattenuto o compresso. Non per creare disagio, ma perché ciò che è riconosciuto può finalmente sciogliersi. È per questo che a volte può emergere un senso di sollievo, una liberazione o una maggiore chiarezza mentale.

Sul piano fisico, il corpo entra in uno stato di profondo rilassamento. Questo attiva il sistema parasimpatico, quello che permette al corpo di recuperare, rigenerarsi e riequilibrarsi. Il Reiki non “guarisce” in senso medico, bensì crea le condizioni perché il corpo e la mente ritrovino il loro naturale equilibrio.

In sintesi, durante un trattamento Reiki l’energia non viene spinta da fuori, ma emerge da dentro. Ciò che si armonizza è qualcosa che già appartiene alla persona. Il praticante è semplicemente un facilitatore che permette al processo di avvenire con più facilità, più velocità e più consapevolezza.

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